6 aprile, 2009 |6 Commenti

L’ industria turistica è in crisi. Lo si legge nei giornali, lo si ascolta nelle conferenze, ma si parla solo di una sola crisi quella economica.
E’ vero, la crisi economica colpisce direttamente anche il turismo, e non solo ovviamente. Ma il turismo, e questo forse è il vero aspetto della crisi dell’industria turistica, è colpito da altre due crisi: una endogena dovuta a un modello turistico inadeguato già in atto da tempo e da un fattore esogeno dovuto al cambio nel comportamento del nuovo Turista consumatore-prosumer facilitato dalle nuove tecnologie.

Le tre crisi del turismo sembrano proprio esserci.

PRIMA CRISI: ECONOMIA E REAZIONE DELLA CONCORRENZA

Da un lato la crisi economica mondiale che sta colpendo molto negativamente il settore tanto in quantità (numero di turisti) come in qualità (spesa per turista) sia il turismo nazionale che internazionale. E’ vero che rispetto ad altri settori (es. automobilistico) il turismo sta sopportando questa crisi meglio di altre industrie, almeno fino ad oggi, forse perchè le vacanze non sono un lusso o qualcosa di accessorio ma piuttosto un prodotto di prima necessità, una commodity.
Forse questa crisi non è soltanto italiana: noi la soffriamo ma la soffrono anche i nostri concorrenti. Ciononostante i nostri più diretti concorrenti stanno reagendo meglio adottando misure adeguate per rafforzare il settore turistico come ad es. piani Renove in Spagna e Francia, azioni specifiche in Turchia e investimenti massici in pubblicità in Austria, Inghilterra, Germania, Marocco, Turchia, Grecia, Francia e Spagna.

SECONDA CRISI: UN PRODOTTO VECCHIO?

Una seconda crisi ha a che fare con la natura del turismo. Le organizzazioni e gli operatori turistici, per lo meno a partire dagli anni 60, hanno puntato ad un modello di turismo di massa, che ha avuto un grande successo e ha portato allo sviluppo di molte destinazioni turistiche negli anni passati. Oggi questo modello è in crisi. Il binomio per es. spiaggia – hotel non è più un prodotto competitivo, anche se i tentativi di aumentarne l’attrattività aggiungendo servizi a valore aggiunto sono stati fatti in molte destinazioni. Il fattore principale di tale crisi è dovuto al fatto che il modello turismo di massa basa la sua competitività solo e quasi esclusivamente sul prezzo e sulla standardizzazione del prodotto, peccato che oggi nel Mediterraneo ci sono altre e nuove destinazioni che anche in questo competono molto meglio dell’Italia. Di fatto, non c’è nulla di nuovo è una tipica tappa delle destinazioni mature che sono arrivate ad un punto nel quale devono re-inventarsi e fare un operazione di re-engineering per poter ripartire e recuperare un attrattivo adeguato per evitare di entrare in una spirale in discesa.
Lo stesso modello si è ripetuto in montagna, dove nella maggior parte dei casi si riscontra un prodotto vecchio che non si è modernizzato e quindi non è più adeguato.
Non vive una situazione migliore il prodotto stella dell’Italia, il turismo delle Città d’Arte. Anche qui troviamo un prodotto vecchio che, anche se è unico nel panorama mondiale, non per questo è esente da una profonda crisi. Le nostre città d’arte rispondono con la loro proposta alla domanda vera e reale del turista d’oggi? Perché?

TERZA CRISI: PROMO-COMMERCIALIZZAZIONE ED E-TURISMO

La terza crisi ha a che fare con il così denominato E-turismo e con il necessario cambio culturale e manageriale del settore, ma riguarda anche il come si promuove e si vende il prodotto turistico italiano.
La terza crisi è vincolata al cambio di paradigma necessario. Lo sfruttamento estensivo delle risorse naturali, la massificazione delle destinazioni, gli obsoleti modelli di gestione che ancora oggi si utilizzano nella maggior parte delle imprese turistiche, il cambiamento nel comportamento della next travel generation, ossia i nuovi turisti/clienti, la diffusione a macchia d’olio dell’uso delle nuove tecnologie in particolare di quelle legate al concetto web 2.0 stanno portando alla crisi molte aziende. Sarebbe un errore pensare che questa crisi colpisca tutti gli attori nello stesso modo, però una cosa è certa: che si voglia o no, tutti saranno colpiti dalle nuove tendenze. La scelta diventa obbligata: “o salto sul treno o resto a piedi”.
Continuiamo ad aspettare il cliente stando fermi in casa, a comunicare e promuovere male e poco. Non si capisce che il turista vuole proposte concrete, accattivanti e che rispondano ai suoi bisogni e desideri, ma soprattutto in Italia, aziende ed Amministrazioni non promuovono prodotti ed offerte, ma continuano a comunicare destinazioni.

Commenti
6 Responses to “La tripla crisi del turismo Italiano: ricette e soluzioni per uscirne”
  1. andora,oggi
    vi trasmetto alcune riflessioni,
    sperando di fare cosa utile e gradita
    sinceramente, fraternamente
    paolo bonadonna
    hotel garden
    andora
    L’industria del turismo in provincia di Savona
    e i 5inque PERCHE’

    d1: perché l’industria del turismo in ITALIA non progredisce?
    r1: perché non applica estensivamente il sistema xxxxx.

    d2: perché l’industria del turismo in ITALIA non applica estensivamente il sistema xxxxx?
    r2: perché mancano gli agenti di cambiamento senza i quali è impossibile applicare il sistema. Gli agenti di cambiamento non possono essere che i massimi dirigenti (aziende).

    d3: perché l’industria del turismo in provincia di Savona mancano gli agenti di cambiamento?
    r3: perché i massimi dirigenti non conoscono il sistema xxxxx e la sua grande efficacia.

    d4: perché i massimi dirigenti non conoscono il sistema xxxxx e la sua grande efficacia?
    r4: perché i massimi dirigenti non montano”SULLE SPALLE DEI GIGANTI”

    d5: perché i massimi dirigenti non montano “sulle spalle dei giganti”
    r5: perché non sono consapevoli del detto di Newton:

    sono convinto che la conclusione alla quale perviene questa serie di perché farà sorridere molti imprenditori colleghi e dirigenti essendo molto semplicistica e al livello di un paradosso, cioè un’asserzione incredibile, è infatti possibile che un problema così importante per la nostra provincia venga spiegato con la mancata consapevolezza rappresentata da una frase che, se anche affermata da uno dei più grandi scienziati della storia umana, è pur sempre una frase.

    Picasso, uno dei più grandi artisti dell’era moderna, diceva che i , sul piano più tecnico possiamo dire che per arrivare a importanti risultati è sempre necessario seguire , essi possono essere i più strani.

    E’ quindi opportuno sostenere fortemente, e questo supportato da importanti esperienze, che importanti idee prendono forma da altri settori al di fuori del proprio,peccato che si ignora che una delle maggiori realizzazioni dell’industria, sia stato il risultato di quanto visto da Ford nel 1913 a Cicago, in un grande stabilimento di trattamento delle carni.

    Andare a queste origini è altamente illuminante perché possiamo capire il vero segreto che stà alla base del SUCCESSO.
    paolo bonadonna

    “il mondo cambia e NOI dobbiamo cambiare con lui”

  2. Carissimi,

    Ho alcune considerazioni da sottoporvi, di cui la prima riguarda lo scenario.
    Mentre intitoliamo questo forum alle tre crisi del turismo, italiano e non, ci sono mercati alto-spendenti e in crescita di cui i nostri concorrenti più agguerriti come Francia e Spagna stanno approfittando. Aprire questo forum all’insegna delle tre crisi e non approfondire ad esempio tre macro-mercati (per paesi, anziani, donne, ecc.) credo sia un peccato. Spero che questo forum porti agli operatori anche le informazioni sui mercati più remunerativi per il nostro futuro per aiutare sia chi è più debole e risente di più della crisi, sia chi raggiunge già l’eccellenza e può competere su questi mercati ancora meglio, se aiutato, da domani mattina.

    La seconda considerazione riguarda invece il prodotto. Parliamo di “Prodotto Italia”, ma dimentichiamo forse che negli altri settori-guida come auto, casa, moda, tecnologie non si parla più di vendere prodotti o servizi, ma “esperienze”. Questo avviene già da tempo. Per restare al Turismo, “l’ospite della terza generazione” (Dall’Ara), specie quello meno sensibile alle spese è molto sofisticato, è un consumatore del periodo post-industriale e quindi non richiede “solo” prezzi, cataloghi e brochure, essenziali come i vetri elettrici in un’auto, ma cerca, si aspetta e pretende sempre di più profumi, sensazioni, impressioni, relazioni vere. Credo che faremmo un grave errore se non parlassimo anche “dell’Esperienza Italia”, anche se questo aggiungerebbe complessità alle nostre discussioni, ma questo è quello che ci chiede il mercato, che non è più quello con cui siamo stati abituati a lavorare negli ultimi 10-15 anni come sappiamo.
    Ridurre l’Italian Way Of Life in sintesi ad un prodotto credo significhi fare contenti i nostri concorrenti che non hanno uno stile di vita nazionale riconosciuto e apprezzato come valore aggiunto da molti paesi al mondo.

    La terza e ultima considerazione rapida riguarda il metodo. L’Alleanza Fiat – Chrisler, e non solo quella, ci dice che la partnership strategica è una delle grandi novità del nostro presente. Parliamo di rinnovare i metodi di “gestione” delle destinazione, di “promo-commercializzazione”, di “E-Tourism” ed anche di partnership. Proporrei di dare ancora più risalto a questo tema, perchè il metodo con cui lavoriamo insieme purtroppo sembra molto, o forse troppo spesso all’insegna dell’improvvisazione. Non è facile lavorare fra competitori in nessun paese del mondo, ma il rischio che corriamo se non facciamo un salto di responsabilità rapido e deciso in questa innovazione è quello di “combattere una guerra con le armi della guerra passata”, per dirla con le parole di un grande sociologo della gestione per obiettivi Michel Crozier.

    Ho un sogno: un grande incontro in cui non si parla di tecnologie, di intermediari o di quello che fanno gli altri, ma in cui si discute da pari a pari di quello che fanno i nostri consorzi, i Sistemi turistici, i loro risultati, le loro innovazioni, le cose che non riescono a fare da soli. La partnership anche fra competitori credo sia la più grande delle rivoluzioni perché parte dal basso, da noi. Credo che le imprese siano i nostri re e i distretti siano come i nostri castelli: da difendere. Diversamente … buona recessione a tutti!!

    Grazie per l’ospitalità

  3. cari colleghi,
    in particolare mi rivolgo ai (credenti)

    carissimo Maurizio,

    grazie infinite per l’opportunità e gli spunti interessanti che mi hai dato per aggiungere umilmente alcune considerazioni:

    1°)vogliamo parlare di “PRODOTTO ITALIA”
    bene credo che con l’espressione di questo concetto non si possa fare a meno di ricordare di associazioni/comitati (COMITATO LEONARDO per le QUALITA’)(SYMBOLA la Fondazione per le qualità Italiane),che trovo stiano sviluppando progetti e idee che vedo in prospettiva futura straordinari strumenti di coesione e promozione del MADE IN ITALY nella sua totalità e massima rappresentazione e espressione nel mondo per il quale la nostra splendida Nazione è riconoscita, a questi che sono un ampio ventaglio di realtà economiche che ricoprono lo spettro totale della produzione di beni TANGIBILI,và aggiunta nell’era della globalizzazione della nuova economia del “LOW” un’aspetto che inevitabilmente non dobbiamo dimenticare e che più che mai adesso in tempi economici NUOVI vanno considerati e esaltati gli aspetti INTANGIBILI che dovranno contribuire in un futuro (ieri) ad un grande rilancio della economia nella sua totalità ma in particolare nel settore de TURISMO e dell’ospitalità in particolare, e contemporaneamente considerare un elemento di rappresentanza sia esso metalmeccanico, della moda, dello style. o dell’accoglienza UN’UNICO SETTORE,un MIX vincente di una componente che ci fà il paese più emozionante al mondo (basta crederci) TUTTI un pò di più.

    2°)seconda considerazoione (consolidato il fatto che nessuno inventa niente)l’operazione FIAT+CHRYSLER+OPEL GM principalmente non è un’operazione di tipo economico (TANGIBILE) ma fondamentalmente hanno venduto ed esportato un’emozione (INTANGIBILE) uno stile il “MADE IN ITALY” cosa ne pensate se copiassimo,se ci facessimo raccontare spiegare insegnare, un pizzico di umiltà non guasta e forse il nuovo rilancio la nuova spinta per un nuovo riposizionamento nelle parti alti della classifica delle mete preferite passa anche attraverso la contaminazione di realtà economiche di idee progetti distanti tra loro ma vicine nel risultato,il successo,
    una provocazione ma forse non troppo
    BASTA CREDERCI.
    sinceramente, fraternamente

    paolo bonadonna
    hotel garden
    via aurelia 60
    17051 andora sv
    3386468712
    associato:unione provinciale albergatori della provincia di savona

  4. Parte delle considerazioni sulla crisi del reddito ricettivo (sopratutto) e turistico in generale, sono alla base della formazione di Prenota Italia, una nuova associazione di ricettivi italiani, no profit, a livello nazionale, alfiere del brand Italia, con inziative territoriali e settoriali di contrasto alle motivazioni di crisi turistica.
    Sara’ un piacere ascoltare gli approfondimenti in assemblea, noi qui limitiamo a rimandare a documentazione che verra’ distribuita e al sito
    http://www.prenota-italia.com , assolutamente esauriente e accessibile.

    Responsabile Gestione e Sviluppo
    Maurizio Claroni

  5. A mio avviso è più semplice “copiare” le idee da chi promuove destinazioni come Barcellona, Regno Uniti e/o Amsterdam (tutti presenti al Summit, vedetevi le relazioni!)

    Molte fonti d’interesse si prestano bene ad essere trasformati in “prodotti”. Proprio oggi ho avuto una conversazione con una mia collega che fà il publisher 2.0 (crea supplier generated content, ossia contenuti a valore aggiunti che completano i contenuti disponibili nei social media, quindi generati dagli utenti)

    Esempio: Villa Adriana /Tivoli, Lazio:
    Alcune settimane fa ci sono stato con dei miei amici svizzeri. Ovviamente tutto molto bello, parco curato, non c’è che dire. Però dopo 1,5 mezzo, il mio amico si era un po “rotto” e con un affermazione secca tipicamente svizzera ha spiegato: se ci pensi bene sono solo un mucchio di pietre vecchie.
    In primo momento mi sono indignato, però a pensarci bene, sicuramente la visita sarebbe stata più interessate se fosse stato possibile per esempio assaggiare delle specialità che si usavano ai tempi dei romani magari proprio in quella zona (per carità NON il garum!!!) o magari, se ci fossero stati dei giochi di ruolo, o la possibilità di “noleggiare” una guida ad hoc in carne e d’ossa anziché una audio guida fatta con così poco amore e noiosissima, da lasciarla perdere già al 2° capitolo. Il punto insomma è che si avessimo vissuto una emozione legata a quel posto sicuramente ne saremo stati piu entusiasti, magari a tal punto di condividere con altre persone sui social media e quindi aumentare la reputazione positiva di quel luogo attirando cosi altre persone, e altre ancora trasformando villa adriana in un punto d’interesse obbligatorio per tutti coloro che visitano la città eterna…

    Buon lavoro a tutti!
    Michele Aggiato
    Responsabile di Zoover.it

  6. Secondo la mia opinione personale, l’arretratezza del nostro sistema turistico è da imputare sicuramente ad una mancata gestione da parte del governo negli ultimi 40 anni, ma in primo luogo agli stessi operatori del settore, albergatori in primis, i quali, parlo per esperienza diretta, ancora non comprendono l’evolversi del mercato, trascurando l’importanza del web. Mi occupo di marketing turistico e fornisco consulenza per promuovere gli hotel su internet, e ancora oggi mi capita di imbattermi in albergatori che non pubblicano le tariffe sul loro sito per paura di essere spiati dalla concorrenza, o che non inseriscono un sistema di booking online per ricevere le prenotazioni in tempo reale dai loro clienti… Il cambiamento del sistema Turistico in Italia deve essere guidato dall’alto, dal Governo, dai suoi Enti, e dalle Associazioni di categoria, ma il cambiamento di mentalità deve partire dal basso, da tutti coloro che lavorano in questo ambito, solo così potremo veramente sfruttare il potenziale del nostro meraviglioso paese.

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