Associazione Italiana Professionisti e Manager del Turismo

Techno Travelling

Da qualche giorno è disponibile, su iPhone o su iPod Touch, “Alto Adige Mobile Guide”, la guida mobile dell’Alto Adige: si tratta della prima applicazione iTunes dedicata ad una destinazione turistica in Italia.

La capacità delle nuove tecnologie di rivoluzionare il modo di viaggiare e le modalità di fruizione di alcuni servizi turistici è uno degli aspetti più dibattuti del marketing turistico. L’avvento di alcuni dispositivi elettronici ha trasformato le modalità di reperimento e di  consumo delle informazioni riguardanti il viaggio e le mete di vacanza.

Il mercato dei dispositivi mobili che consento l’accesso ad internet, dove primeggia il gigante Apple con iPod e iPod Touch, si è specializzato nella realizzazione di applicazioni web per i propri dispositivi e il settore turistico sembra essere uno dei campi d’applicazione più interessanti.

Dapprima negli Stati Uniti e ora finalmente anche in Europa, è possibile scaricare dalla rete gratuitamente, o nella maggior parte dei casi ad un prezzo molto contenuto, una serie infinita di web applications con le finalità più disparate: facilitare la fruizione dei servizi di trasporto, scaricare guide gps di numerose località turistiche, conoscere informazioni su ristoranti ed attività commerciali, eventi e manifestazioni ecc.

Un esempio è proprio la “Alto Adige Mobile Guide” che consentirà l’accesso a informazioni riguardanti 9.650 alberghi, 1.400 ristoranti, meteo e manifestazioni nonché scaricare splendide immagini dell’Alto Adige.

“Alto Adige Mobile Guide” è disponibile gratuitamente nell’App Store in italiano, inglese e tedesco, con un design ispirato al Marchio Ombrello.

Sappiamo che i turisti, nel pianificare la vacanza in Alto Adige ma soprattutto durante il loro soggiorno, amano ricevere informazioni su quanto accade nei dintorni. L’applicazione esaudisce appieno quest’esigenza, poiché riesce a localizzare la posizione GPS dell’utente fornendogli indirizzi, numeri di telefono, contatti e-mail e siti web di alberghi e ristoranti presenti nelle immediate vicinanze”, afferma Christoph Engl, direttore di Alto Adige Marketing (SMG), riassumendo i vantaggi della guida mobile.

L’applicazione, si avvale della ‘Banca dati sul turismo in Alto Adige’, che sta anche alla base del portale altoatesino ufficiale www.suedtirol.info. Proprio questa interfaccia con la banca dati dell’Alto Adige ha reso possibile lo sviluppo della ‘Alto Adige Mobile Guide’. “La banca dati centralizzata è per l’Alto Adige un fattore concorrenziale rispetto ad altre destinazioni turistiche, e in futuro potrà essere utilizzata per altre applicazioni mobili che veicolano informazioni all’ospite“, spiega Marco Pappalardo, direttore di Sinfonet, azienda che ha realizzato l’applicazione.

Un altro caso interessante è rappresentato dal sito di social travelling Tripwolf  ha lanciato un’applicazione che permette a viaggiatori e curiosi di ricercare e scaricare guide turistiche per poi consultarle offline, durante il viaggio.

La nuova applicazione permette di scaricare gratuitamente intere guide turistiche e di consultarle – durante il viaggio – senza ulteriori costi.

L’ applicazione offre contenuti aggiornati su quasi mezzo milione di destinazioni in ogni angolo del mondo e utilizza sia materiali provenienti da guide professionali ( come Marco Polo o Footprint ) sia le esperienze di viaggio già condivise sul sito dai 18.000 utenti di Tripwolf.

Con l’applicazione, scaricabile gratuitamente, si può navigare tra migliaia di luoghi di interesse, ristoranti, hotel e attrattive culturali. Tutto questo è disponibile in cinque lingue: inglese, tedesco, spagnolo, e italiano.

Inoltre, agitando il mobile device, l’applicazione di Tripwolf presenta i luoghi di interesse raccomandati in ordine di distanza da dove ci si trova in quel momento!

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DataPostato il 29 gennaio, 2010

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Tutorial: in Italia non c’è traccia…

Ci si è finiti quasi per caso, non si cercava proprio questa cosa, ma all’improvviso ha catalizzato tutto il nostro interesse, come spesso capita quando si naviga su internet.

File pdf, scaricabile da chiunque, 306 pagine fitte di informazioni estremamente pratiche su come fare web marketing per il turismo, talmente ben fatto che può essere utile sia per i dummies (gli esordienti assoluti) che però vogliono impegnarsi, sia per chi qualche rudimento della materia ce l’ha già.

È il tutorial editato recentemente dal Australian Tourism Data Warehouse (ATDW), l’agenzia nazionale per lo sviluppo digitale del turismo in Australia., Il documento è chiaramente disponibile per chiunque lo trovi e voglia scaricarlo sul proprio pc. Libera conoscenza, estrema concretezza, servizio ai propri stakeholder. Insomma, vera innovazione in uno degli ambiti più d’avanguardia e competitivi del mercato turistico odierno.

Nel mondo istituzionale del turismo italiano di tali strumenti non c’è traccia, e si dubita che davvero si conosca il termine di Tutorial…

Ci facciamo aiutare da wikipedia (ovviamente il termine non ha una voce in italiano): il Tutorial un contenuto scritto, audio o video, in cui si forniscono istruzioni passo passo su come fare qualcosa. Di solito, in chiaro stile anglosassone, i tutorials fanno ampio uso di esempi, lasciando uno spazio marginale e secondario alla teoria. Non mancano poi le esercitazioni e gli spunti di approfondimento.

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DataPostato il 26 gennaio, 2010

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Octupus Travel si allea con eBay

Vacanze in vendita su eBay: una novità importante, che potrà avere forti ricadute sul mercato del travel online. Octupus Travel metterà a disposizione della piattaforma di eCommerce più famosa del globo più di 50.000 camere in tutto il mondo. La partnership permetterà a Octupus di distribuire il proprio prodotto attraverso due nuovi canali: direttamente su ebay.co.uk, e su un nuovo sito realizzato in co – branding. L’iniziativa sarà lanciata con un’asta di beneficienza, promossa da The Prince’s Trust, per sostenere i giovani in difficoltà. Sarà possibile fare offerte per comprare un soggiorno in Suite Presidenziale in una delle strutture della catena InterContinental Hotels & Resorts. La base d’asta sarà di 99 penny e sarà possibile partecipare fino al 28 gennaio.

Il Managing Director di Octupus Travel, Gareth Gaston, dichiara: “Mentre sempre più persone utilizzano internet non solo per prenotare un viaggio o un alloggio, ma anche alla ricerca di offerte speciali, un mercato come quello di eBay permetterà a Octopus Travel di sfruttare un’opportunità unica e incoraggiare gli utenti di eBay ad impostare la piattaforma come canale preferito per la ricerca di offerte di viaggio”.

Phillip Rinn, direttore dell’area marketing e partnership di eBay per il Regno Unito, ha dichiarato: “Su eBay.co.uk transitano oltre 17 milioni di visitatori ogni mese e questa partnership offrirà loro la possibilità di disporre di un’enorme selezione di camere in tutto il mondo.

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DataPostato il 22 gennaio, 2010

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La svolta verde degli Emirati

Abu Dhabi è la capitale degli Emirati Arabi Uniti e capoluogo dell’emirato omonimo. L’economia dell’emirato si basa quasi esclusivamente sull’industria petrolifera, sfruttando i giacimenti scoperti nel 1959 da cui si estraggono annualmente circa 100 milioni di tonnellate di petrolio. Soprattutto Abu Dhabi ha un’economia fortemente dipendente dall’industria del greggio e sta cercando di diversificare i propri investimenti puntando anche sul turismo. Ingenti investimenti sono stati fatti per dotare la città di un’offerta alberghiera di primissimo livello, di centri commerciali e attrazioni (musei, infrastrutture per lo sport e il tempo libero ecc.) molto all’avanguardia. L’investimento più recente riguarda l’apertura di una branca del Louvre, il museo parigino, che avrà una succursale nell’Emirato. Abu Dhabi sembra orientata a una “svolta verde” che vedrà una particolare attenzione nelle scelte di sviluppo per il futuro che saranno orientate al rispetto dei principi della sostenibilità e della tutela ambientale oltre che della salute e della sicurezza. Abu Dhabi sarà, inoltre, la location della prossima World Green Tourism Conference nel dicembre 2010 e, proprio in occasione di questo evento, la Tourism Authority di Abu Dhabi ha annunciato un taglio dei consumi energetici delle proprie strutture alberghiere del 10% e un taglio di un quinto degli sprechi di acqua e della produzione di rifiuti solidi. L’ambizioso traguardo dovrà essere raggiunto in poco meno di dodici mesi! Questa riduzione drastica dei consumi e degli sprechi dovrebbe far sì che il settore ricettivo di Abu Dhabi diventi uno delle più environmentally friendly del mondo. La strategia messa in atto per il raggiungimento di questo traguarda ha le proprie radici in una serie di workshop e conferenze che hanno visto una grande partecipazione da parte dei manager degli hotel di Abu Dhabi che – come ha riportato in una recente intervista il direttore del Tourism Standard for Abu Dhabi Nasser Al Reyami – intravedono la possibilità di un grande ritorno d’immagine per l’industria turistica dell’emirato. Quest’iniziativa – continua Nasser Al Reyami – innalzerà notevolmente gli standard del settore alberghiero e contribuirà a migliorare il posizionamento di Abu Dhabi tra le mete più piacevoli, sicure e verdi del turismo.

Questo progetto rientra in un quadro più ampio, promosso dall’EHSMS – Environment, Health and Safety Management System di Abu Dhabi – un sistema di gestione integrato che racchiude aspetti relativi all’ambiente, alla salute e alla sicurezza del lavoro strutturato in un comitato cui partecipano numerosi ministeri dell’emirato. La mission di quest’agenzia è di fare di Abu Dhabi un polo di eccellenza nella gestione e nella protezione dell’ambiente, della salute e della sicurezza, promuovendo partnership tra il settore pubblico e privato che assicurino la sostenibilità delle iniziative di sviluppo intraprese nell’emirato.

Da qui anche la decisione di ospitare, nel dicembre 2010, la “World Green Tourism Conference” che metterà a confronto operatori del settore turistico e governi per lo scambio di best practice e l’approfondimento di case studies sul turismo responsabile e l’importanza che esso riveste al giorno d’oggi anche in termini di domanda turistica.

L’evento sarà focalizzato sulla formazione con interventi di esperti, seminari e approfondimenti che riguarderanno l’impostazione e l’implementazione di una strategia di green tourism, il marketing del prodotto di turismo responsabile, opportunità d’investimento nel settore e best practice per la riduzione dell’impronta ecologica del settore turistico.

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DataPostato il 20 gennaio, 2010

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Low cost.. big business

Mentre le grandi compagnie aeree hanno perso quasi cinque miliardi di dollari di fatturato per il 2009, le low cost continuano la loro marcia trionfale nei cuori e nei portafogli dei turisti.
Con un paio di distinguo, però. Prima di tutto sopravvivono solo le più forti, prime fra tutte Ryanair e Easyjet, che hanno saputo costruire una rete di collegamenti ad alto potenziale di crescita. In secondo luogo tale crescita non ha coinvolto tutte le destinazioni, ma solo quelle che hanno saputo costruire partnership forti con le compagnie low cost stesse. Ne è un ottimo esempio Wind Jet, che dalle proprie basi di Catania, Palermo e Forlì ormai serve un network di rotte domestiche e internazionali che prima erano del tutto scoperte.
L’Italia d’altronde in questo settore non se la cava affatto male. Se infatti per il 2009 la crescita maggiore si è registrata sulla Spagna, il nostro paese si è piazzato al terzo posto a livello europeo dopo Gran Gretagna e Germania. Secondo gli ultimi dati del Certet, il Centro di economia dei trasporti e del turismo dell’Università Bocconi, nell’estate 2009 circa il 50% dei posti aerei è stato offerto da questa tipologia di vettori, contro il 38% delle compagnie di linea, l’8% delle regionali e il 4% dei charter.

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E nell’immediato futuro dovrebbe andare molto meglio. Se infatti Alitalia prevede per il 2010 una diminuzione del 23% dei propri passeggeri, Ryanair è convinta di diventare il primo vettore del paese, mentre Easyjet aumenterà le destinazioni e le frequenze lungo tutta la penisola.
Davvero interessante anche l’iniziativa “La città fuori rotta” che ha lo scopo di  promuovere località, ristoranti, attività e tutto quello che in genere non è segnalato dalle guide turistiche.

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DataPostato il 15 gennaio, 2010

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Bilancio delle vacanze natalizie: la crisi non frena il turismo ma mostra le due facce della società italiana

Passata l’Epifania è possibile tracciare un primo bilancio delle vacanze natalizie appena trascorse e confrontare i dati con le previsioni realizzate nel mese di dicembre.

A quanto pare la crisi ha messo in luce una realtà che, se esaminata meramente dal punto di vista numerico è più che soddisfacente, ma ad un’analisi più attenta fornisce degli indicatori di tendenza preoccupanti.

Le previsioni di inizio dicembre sono state confermate e si è verificato un aumento consistente degli italiani in vacanza rispetto all’anno precedente.

Federalberghi – Confturismo ha realizzato un’indagine telefonica tra il 7 e l’11 dicembre 2009 su di un campione rappresentativo (in termini di sesso, età, grandi ripartizioni geografiche e consistenza dei nuclei abitativi) di 3.000 maggiorenni.

Dalle interviste è emerso che circa 10 milioni di italiani avevano in previsione una vacanza nel periodo natalizio. Un primo bilancio stima che in realtà siano stati circa 12 milioni gli italiani in vacanza con un significativo aumento rispetto all’anno precedente(20%). Come da previsione le mete più gettonate, in Italia, sono state quelle montane della Lombardia con il 13,5% della domanda, seguita dal Piemonte (11,2%), dal Trentino Alto Adige (9%) e dalla Valle d’Aosta (6,7%). In aumento il turismo domestico, dall’79% del 2008 si è passati all’85% ed in calo quello internazionale (15% nel 2009 a fronte di un 21% nell’anno precedente).

Nonostante la crisi non cambia la tipologia di alloggio prescelto e la ricettività in albergo è stata scelta da circa un terzo dei vacanzieri, in aumento di due punti percentuali rispetto all’anno precedente. In calo significativo, invece, la spesa media pro capite per chi ha scelto di passare le vacanze in Italia, che passa da 551 euro a 505 (-8,4%). Per quanto riguarda le mete internazionali, invece, la spesa media procapite passa da 870 euro a 1.255, un aumento del 44%.

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Le festività natalizie fanno registrare anche un significativo aumento di chi effettua vacanze lunghe. Infatti, tra tutti coloro che sono partiti prima del 24 dicembre, più della metà (52%, rispetto al 29,5% del 2008) ha prolungato il proprio soggiorno fin dopo Capodanno. In totale si tratta di oltre 2,5 milioni di italiani.

Gli italiani non si sono fatti sfuggire le migliori condizioni economiche delle offerte“. Roberto Corbella, presidente dell’Astoi, commenta così il trend positivo dell’outgoing dei nostri connazionali durante le festività natalizie. “Le festività appena terminate – sottolinea – sono andate meglio del previsto, con un’impennata di viaggi nella prima settimana del 2010″.

Tuttavia, come accennato in premessa vi sono anche dati poco confortanti. Se si analizzano i motivi principali per i quali gli italiani non hanno effettuato nemmeno un pernottamento durante le feste, emerge il dato legato ai motivi economici, in sensibile aumento rispetto all’anno precedente e molto rilevante anche in termini assoluti (45,2% rispetto al 38,6% dell’anno precedente). Le altre motivazioni sono legate essenzialmente a motivi famigliari (21,9% rispetto al 17,9% del 2008) e di lavoro (13,6%).

Nel periodo tra ottobre 2008 e settembre 2009 – comunica l’Istat – il potere d’acquisto delle famiglie (ovvero il reddito disponibile in termine reali) è diminuito dell’1,6% rispetto al periodo tra ottobre 2007 e settembre 2008.

Preoccupazione, quindi, sul fronte Federalberghi, il cui presidente Botta sottolinea “l’esasperazione del sistema economico nazionale che ha imboccato probabilmente una corsia a due velocità e che rischia, in un futuro prossimo neanche troppo lontano, di produrre contraccolpi dagli esiti  incerti ed allarmanti”.

Al momento, infatti, destano preoccupazione i dati sulle prenotazioni delle strutture ricettive nazionali per il primo trimestre 2010 in calo rispetto allo scorso anno, in maniera generalizzata sul territorio nazionale ad eccezione dell’area del Nord-Ovest, dove l’occupazione si mantiene sostanzialmente in linea con il 2008.

Le vacanze natalizie presentano un bilancio tutto sommato positivo ma l’analisi di alcuni indicatori mettono in evidenza ancora una volta le crepe del sistema economico italiano e non fanno presagire un futuro roseo per l’economia turistica.

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DataPostato il 13 gennaio, 2010

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L’America Latina punta sul target lusso

Il World Travel Market Global Trends Report 2009 rivela che l’industria turistica latinoamericana, per affrontare la crisi, ha puntato su alti target di clientela. L’intera regione ha investito molto nel turismo di lusso, per attrarre sia i viaggiatori più ricchi, sia sul fronte domestico, che su quello internazionale.
Ricerche di mercato dimostrano che in Brasile i turisti benestanti, anche se ancora rappresentano soltanto il 3% dei visitatori totali, spendono in media otto volte di più dei viaggiatori medi. Il risultato è che le destinazioni del continente sudamericano concorrono per attrarre questi segmenti di clientela, anche in previsione di un miglioramento dei trend economici globali. Sempre in Brasile, l’ente turistico nazionale Embratur ha stretto un accordo con la Luxury Travel Association, con l’obiettivo di promuovere l’offerta del paese verso questo target in sinergia con il settore privato. Anche il governo messicano sta investendo nello sviluppo dell’offerta di lusso e Visit Peru sta posizionando in alto la propria offerta di esperienze esotiche.
Sebbene gli Stati Uniti, il Regno Uniti e l’Europa continueranno ad essere mercati importanti per le destinazioni sudamericane, il Medio Oriente e l’Asia rappresentano i nuovi bacini di domanda, a causa dell’alta capacità di spesa delle nuove upper class nelle economie emergenti.
In tutto il continente sono stati messi in campo numerosi investimenti per la realizzazione di nuove strutture ricettive 4 e 5 stelle; in Brasile la catena Four Seasons ha stanziato 450 milioni di dollari per tre nuovi alberghi, mentre in Argentina è stata pianificata la costruzione numerosi 5 stelle nei prossimi due anni; il potenziale di crescita è enorme, a detta degli investitori, anche a causa dei minori costi del terreno e dell’edilizia.
Caroline Bremner, Euromonitor International Global Travel and Tourism Research Manager, afferma: “L’America Latina è spesso percepita come destinazione low-cost, ma l’intera regione sta lavorando intensamente per attrarre i viaggiatori ricchi che oggi scelgono il Nord America, l’Europa e il Pacifico asiatico. Quando il mercato turistico uscirà dalla crisi scopriremo se gli investitori avranno avuto ragione.”
Le rendite di posizione delle destinazioni del Vecchio Continente, e dell’Italia,  saranno sempre più intaccate da scelte coraggiose delle destinazioni emergenti.

Il World Travel Market Global Trends Report 2009 rivela che l’industria turistica latinoamericana, per affrontare la crisi, sta puntando su alti target di clientela. L’intera regione ha investito molto nel turismo di lusso, per attrarre sia i viaggiatori più ricchi, sia sul fronte domestico, che su quello internazionale.

Ricerche di mercato dimostrano che in Brasile i turisti benestanti, anche se ancora rappresentano soltanto il 3% dei visitatori totali, spendono in media otto volte di più dei viaggiatori medi. Il risultato è che le destinazioni del continente sudamericano concorrono per attrarre questi segmenti di clientela, anche in previsione di un miglioramento dei trend economici globali. Sempre in Brasile, l’ente turistico nazionale Embratur ha stretto un accordo con la Luxury Travel Association, con l’obiettivo di promuovere l’offerta del paese verso questo target in sinergia con il settore privato. Anche il governo messicano sta investendo nello sviluppo dell’offerta di lusso e Visit Peru sta posizionando in alto la propria offerta di esperienze esotiche.

Sebbene gli Stati Uniti, il Regno Uniti e l’Europa continueranno ad essere mercati importanti per le destinazioni sudamericane, il Medio Oriente e l’Asia rappresentano i nuovi bacini di domanda, a causa dell’alta capacità di spesa delle nuove upper class nelle economie emergenti.

In tutto il continente sono stati messi in campo numerosi investimenti per la realizzazione di nuove strutture ricettive 4 e 5 stelle; in Brasile la catena Four Seasons ha stanziato 450 milioni di dollari per tre nuovi alberghi, mentre in Argentina è stata pianificata la costruzione numerosi 5 stelle nei prossimi due anni; il potenziale di crescita è enorme, a detta degli investitori, anche a causa dei minori costi del terreno e dell’edilizia.

Four Seasons Hotel Buenos Aires

Four Seasons Hotel Buenos Aires

Caroline Bremner, Euromonitor International Global Travel and Tourism Research Manager, afferma: “L’America Latina è spesso percepita come destinazione low-cost, ma l’intera regione sta lavorando intensamente per attrarre i viaggiatori ricchi che oggi scelgono il Nord America, l’Europa e il Pacifico asiatico. Quando il mercato turistico uscirà dalla crisi scopriremo se gli investitori avranno avuto ragione.”

Le rendite di posizione delle destinazioni del Vecchio Continente, e dell’Italia,  saranno sempre più intaccate da scelte coraggiose delle destinazioni emergenti.

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DataPostato il 9 gennaio, 2010

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sostenibilità e competitività

Ha senso parlare di sostenibilità in piena crisi?
Nel nostro paese sono ancora in molti a pensare che quando gli affari non vanno bene, non è il caso di andare troppo per il sottile: qualsiasi cosa per aumentare gli arrivi, anche a scapito dell’ambiente.
Eppure da anni ormai si rincorrono studi e riflessioni di senso contrario. La sostenibilità insomma può essere un fattore di competitività.
Tra i documenti più importanti vale certamente la pena di ricordare il rapporto “Travel&Tourism Competitiveness 2008” prodotto dal World Economic Forum, nel quale risulta che Svizzera, Austria e Germania sono i paesi più competitivi del turismo globale anche, e in maniera sostanziale, grazie alle politiche nazionali adottate in materia di sviluppo sostenibile e tutela delle risorse ambientali. Parallelamente ai dati prodotti, risultano interessanti le nuove scelte metodologiche adottate nel corso dell’ultimo per la determinazione dell’Indice di Competitività del Turismo (TTCI): all’interno dell’Indice il criterio “ambientale” è stato valutato non più solo sotto l’aspetto legale-normativo, ma considerando anche le dimensioni economiche. Sono poi state separate le risorse naturali da quelle culturali, prima considerate unitamente. In questo modo oggi è più facile capire se il patrimonio ambientale di un paese, e il suo stato di conservazione e valorizzazione, è un elemento di forza o debolezza della competitività turistica.
Ricordiamo che il TTCI misura i fattori e le politiche in grado di rendere attrattivo lo sviluppo del turismo in un determinato paese. È composto da 14 variabili e da esse è possibile effettuare analisi comparative settoriali e generali tra i 130 paesi analizzati.“Questo report intende costituire una piattaforma di dialogo tra tutti gli stakeholder nazionali e internazionali di ogni destinazione paese, perché oggi la competitività non dipende più soltanto da processi di sviluppo guidati dai governi, ma è il risultato di un complesso di azioni bilaterali tra i settori pubblico e privato”, ha commentato il presidente del World Travel Tourism Council J.C. Baumgarten.
L’Italia risulta 21° in questa particolare classifica. I fattori che incidono negativamente sono la frammentazione dell’offerta, la policy governativa poco incisiva, le infrastrutture e la politica ambientale. Anche il livello dei prezzi è piuttosto elevato se confrontato ad altri competitors.

Più di recente, l’autorevole organizzazione non governativa Ethical Travel ha stilato il consueto rapporto sulle destinazioni più responsabili del mondo, dove dell’Italia non solo non c’è traccia, ma invece è citata nel comunicato di presentazione come una delle destinazioni di massa, implicitamente agli antipodi di quelle più virtuose.
Le variabili su cui si basa il lavoro di Ethical Travel sono la tutela ambientale, il coinvolgimento delle comunità locali, il valore culturale dell’offerta turistica. Elementi, questi, che secondo gli autori andranno a costituire il vero vantaggio competitivo per il turismo del futuro. Ancora una volta insomma, la sostenibilità è vista come un elemento di lungimiranza commerciale, non solo di sensibilità socio-ambientale.

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DataPostato il 4 gennaio, 2010

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